top of page

L'ansia nella pancia: perché la paura si fa sentire proprio lì?

  • margheritahassan
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

A chi non è mai capitato? Un esame decisivo, un colloquio di lavoro importante, un discorso in pubblico o un confronto che rimandiamo da tempo. All'improvviso, la mente inizia a correre e, quasi contemporaneamente, la pancia risponde. C’è chi sente le classiche "farfalle", chi una morsa stringersi e chi, molto letteralmente, sperimenta un improvviso e ingestibile bisogno di correre in bagno.

Quella sensazione di "farsela addosso" prima di un evento spaventoso è un'esperienza tanto comune e umana quanto, spesso, fonte di imbarazzo e vergogna. Ma perché il nostro corpo reagisce in modo così viscerale? E soprattutto, cosa possiamo fare quando la nostra pancia sembra avere una mente tutta sua?


L'asse intestino-cervello: il "secondo cervello"

Per capire cosa succede, dobbiamo fare un piccolo viaggio nel nostro sistema nervoso. All'interno delle pareti del nostro sistema gastrointestinale risiede il sistema nervoso enterico, una rete fittissima di milioni di neuroni così complessa da essere comunemente definita dagli scienziati come il nostro "secondo cervello".

Questo secondo cervello non si occupa solo di digerire il pranzo, ma è costantemente in contatto con il primo (quello nella testa) attraverso una vera e propria autostrada a doppio senso: il nervo vago.

Quando la mente percepisce una minaccia o una forte preoccupazione, scatta un segnale d'allarme immediato. Non importa se il pericolo è reale (come un predatore nella giungla) o psicologico (come la paura di fallire o di essere giudicati): per il nostro corpo, l'emergenza è la stessa.


Questione di sopravvivenza

In un momento di forte stress o paura, il cervello attiva la modalità di "attacco o fuga". Per prepararsi a gestire l'emergenza, il corpo deve ottimizzare le sue risorse energetiche nel minor tempo possibile.

Cosa fa, quindi? Sposta immediatamente l'energia dove serve davvero, pompando il sangue velocemente verso il cuore e verso i muscoli delle gambe e delle braccia per correre o lottare. Allo stesso tempo, sospende le funzioni non essenziali per la sopravvivenza immediata, come la digestione, che viene momentaneamente considerata un lusso. Infine, fa la cosa più drastica: alleggerisce il carico. Per correre più velocemente e scappare dal pericolo, il corpo cerca letteralmente di svuotarsi e di liberarsi di tutto ciò che lo appesantisce, imprimendo ai muscoli dell'intestino una spinta improvvisa e accelerata.


Ecco svelato il mistero: quella reazione intestinale così fastidiosa non è un difetto di fabbrica, ma un antichissimo meccanismo di protezione che si è attivato nel momento sbagliato o con un'intensità sproporzionata rispetto alla situazione moderna (non abbiamo davvero di fronte un leone pronto a sbranarci, no?!).


Quando la pancia diventa una "mappa" emotiva

Se per alcune persone questa risposta è solo episodica, per altre la pancia diventa un vero e proprio specchio della propria vulnerabilità. Chi soffre d'ansia o vive periodi di forte stress prolungato sa bene come l'intestino possa trasformarsi in una cassa di risonanza, dando vita a un circolo vizioso: l'ansia fa muovere la pancia, e il timore che la pancia si muova nel momento meno opportuno genera...altra ansia.

In questi casi, la pancia smette di essere solo un organo e diventa una mappa emotiva che ci indica, con precisione millimetrica, che il nostro sistema di protezione è andato in sovraccarico. È il corpo che ci sta dicendo, nel suo linguaggio viscerale (letteralmente!): "C'è qualcosa che mi sta spaventando troppo e non mi sento al sicuro".


Come ritrovare la calma (nella testa e nella pancia)

Ascoltare questi segnali senza giudicarli o arrabbiarsi con il proprio corpo è il primo, fondamentale passo. Quando la pancia protesta, non lo fa per dispetto, ma perché è spaventata. Fortunatamente, esistono strategie concrete per calmare questo asse pancia-mente e riportare l'equilibrio.


Il primo strumento a nostra disposizione è la respirazione, utile per abbassare il volume dell'allarme. Poiché il nervo vago collega direttamente il respiro agli organi interni, fare respiri profondi ed espirare molto lentamente invia un messaggio immediato di sicurezza sia al cervello che all'intestino. È il modo più rapido per dire al corpo che il pericolo è passato e che ci si può calmare.

Provaci: Inspira per 3 secondi, trattieni per 2 secondi, espira in 5 secondi.


A questo livello biologico si unisce il prezioso contributo della Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT), che ci aiuta a riconoscere il circolo vizioso tra i pensieri e i sintomi fisici. Molto spesso, infatti, la vera benzina sul fuoco non è il mal di pancia in sé, ma il modo in cui la nostra mente lo interpreta, ad esempio pensando: "Non sono in grado di gestire nemmeno una situazione così normale, il mio corpo si rompe sempre nei momenti meno opportuni", oppure "Se sto male rovinerò tutto". Imparare a identificare questi pensieri automatici e a metterli in discussione aiuta a interrompere il circuito tra ciò che temiamo e come reagisce il nostro corpo, evitando così di cadere nella trappola di isolarsi o di evitare le situazioni per paura di stare male


Parallelamente, è fondamentale coltivare la compassione e gentilezza verso il proprio corpo. Spesso, quando la pancia reagisce così, proviamo rabbia, vergogna o frustrazione. Cambiare prospettiva e guardare a quella reazione con calore e comprensione – riconoscendo che si tratta solo del nostro sistema biologico che sta cercando, a modo suo, di proteggerci – riduce la tensione emotiva e, di conseguenza, anche quella fisica.



Se senti di aver bisogno di una mano per comprendere e gestire la tua ansia, puoi prenotare un primo colloquio.

Psicoterapia individuale
50 min
Prenota


N.B. Quando i sintomi intestinali diventano frequenti o molto invalidanti, un primo passo utile è anche una valutazione con il proprio medico di base o con uno specialista (come il gastroenterologo). Escludere cause prettamente organiche o intolleranze alimentari è essenziale: la mente e la pancia si influenzano a vicenda, ed è importante prendersi cura di entrambe le componenti senza lasciare nulla al caso.

Commenti


bottom of page