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L’adolescente e lo specchio degli altri: tra bisogno di appartenenza e fragilità

  • margheritahassan
  • 7 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

L’adolescenza è, per definizione, il tempo del "fuori". In questa fase, lo sguardo dei genitori perde il primato assoluto e il valore di un ragazzo inizia a riflettersi negli occhi dei coetanei. Cercare l’approvazione del gruppo non è un errore, ma un compito evolutivo: serve a capire chi si è al di fuori delle mura domestiche.

Il rischio clinico emerge quando questo "specchio" diventa l’unica fonte di luce: se il gruppo non rimanda un’immagine perfetta, il ragazzo rimane al buio.


Cosa succede nella testa di un adolescente che soffre 

In ottica CBT, l’adolescente sta allenando la propria metacognizione, ovvero la capacità di riflettere sui propri stati mentali e su quelli altrui. Quando l'ansia sociale prende il sopravvento, questo processo si surriscalda, dando vita a distorsioni specifiche: 

  • Lettura del pensiero: Il ragazzo è convinto di sapere già che gli altri lo giudicheranno male ("Tanto so che pensano che io sia uno sfigato").

  • Astrazione selettiva: Un solo commento neutro o un "like" mancato vengono isolati dal contesto e usati come prova di un fallimento sociale totale.

  • Ragionamento emozionale: La tendenza a confondere i propri stati emotivi con la realtà oggettiva. Se l'adolescente si sente inadeguato, conclude che deve essere vero che non vale nulla.

  • "Regole" rigide: Formule del tipo "Se non piaccio a tutti, allora resterò solo" o "Per essere accettato devo essere sempre divertente". Questi standard elevatissimi, definiti spesso doverizzazioni, creano un carico d'ansia costante perché non ammettono deroghe.

  • Conformismo protettivo: Il bisogno di approvazione diventa una strategia di evitamento. Pur di non rischiare l'esclusione (percepita come una catastrofe), l'adolescente silenzia i propri pensieri autentici.


Il bisogno di sentirsi al sicuro 

In ottica CFT, per un adolescente, essere accettato dal gruppo significa attivare il Sistema Calmante. Al contrario, sentirsi "diverso" o criticato accende un Sistema di Minaccia potentissimo, legato alla paura ancestrale dell'ostracismo.

Quando il ragazzo è eccessivamente autocritico, il suo "critico interno" usa il giudizio degli altri come un'arma. La sfida terapeutica è aiutarlo a capire che la sua sicurezza non può dipendere da un sistema esterno così instabile, ma deve imparare a generare una forma di auto-validazione.


Come capire se è una fase o un malessere profondo 

Oltre alla naturale insicurezza, ci sono indicatori che suggeriscono un malessere più profondo:

  1. Monitoraggio costante dei social: Non per divertimento, ma come verifica compulsiva del proprio status.

  2. Ritiro sociale: Un timore così forte di dire la "cosa sbagliata" da preferire il silenzio o il ritiro.

  3. Dismorfismo e immagine corporea: Il corpo diventa il principale terreno su cui cercare (o temere) il giudizio altrui.


Cosa possono fare i genitori?

Più che dare consigli pratici, il ruolo dell'adulto è quello di "regolatore emotivo".

  • Non sminuire: Frasi come "fregatene di quello che dicono" sono spesso controproducenti perché invalidano il sistema di minaccia del ragazzo.

  • Valorizzare l'autenticità: Premiare i momenti in cui il ragazzo esprime un'opinione propria, anche se discordante da quella comune.

  • Essere una base sicura: Mostrare che, qualunque cosa accada "fuori", il suo valore in casa resta incondizionato e non legato ai suoi successi sociali.


Tornare a darsi valore: il senso di un percorso insieme 

In un percorso terapeutico, lavoriamo per trasformare il bisogno di approvazione da catena a scelta.

Attraverso tecniche CBT e pratiche tipiche della CFT, l'obiettivo è:

  • disinnescare i bias cognitivi sul giudizio altrui

  • allenare il ragazzo a "stare" nel disagio di una possibile critica senza esserne distrutto

  • costruire un senso di sé che integri fragilità e punti di forza


Non possiamo cambiare lo sguardo degli altri, ma possiamo cambiare il modo in cui i nostri figli lo interpretano. Se senti che la ricerca di approvazione sta diventando una prigione per tuo/ figlio/a, contattami per un primo colloquio.


Ricevo a Milano (in zona Sant’Agostino) e online.


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