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“Ho sbagliato tutto?”: il peso delle scelte irreversibili a 27 anni

  • margheritahassan
  • 15 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Esiste un’età, verso la fine dei vent’anni, in cui il tempo sembra accelerare improvvisamente. Ti guardi intorno e vedi coetanei che sembrano aver trovato la loro strada, che parlano di promozioni o che sembrano aver capito esattamente cosa vogliono fare "da grandi". È in questo momento che può affacciarsi un dubbio paralizzante: "E se la strada che ho preso fosse quella sbagliata?".

Sentire che la propria laurea o il settore in cui si lavora non corrispondono più ai propri desideri viene vissuto come una catastrofe. A 27 o 28 anni ci si sente "troppo vecchi" per ricominciare e "troppo giovani" per rassegnarsi a una vita che non ci appartiene.


Il mito del binario unico

Questa sofferenza è alimentata da una distorsione cognitiva molto comune: il pensiero tutto o nulla. Crediamo che esista un unico binario per il successo e che, se abbiamo sbagliato lo scambio iniziale, la nostra intera vita sarà un deragliamento continuo. Il confronto con le "vite perfette" sui social non fa che confermare questa sensazione di essere in ritardo su una tabella di marcia invisibile, ma spietata.


Inoltre, molti restano bloccati a causa della Fallacia dei costi irrecuperabili: la tendenza a voler continuare un percorso solo perché abbiamo già investito tempo, soldi e fatica, ignorando che continuare a investire in qualcosa che non ci rende felici non farà che aumentare il "prezzo" da pagare in termini di benessere. 


Un dubbio per te:

Ti senti in colpa verso te stesso o verso la tua famiglia perché l’idea di cambiare rotta ti sembra un tradimento del tempo e dei soldi investiti finora, anche se restare dove sei ti fa sentire bloccato?


La bussola dei valori: perché cambiamo?

Questo blocco doloroso non indica che sei difettoso o che hai fallito: è la tua mente che ti sta segnalando che la tua mappa interna non corrisponde più al territorio attuale. I valori che avevi a vent'anni, quando hai scelto l'università, molto probabilmente non sono più quelli di oggi.


A 20 anni potevi avere come valore la Sicurezza o il Prestigio.

A 28 anni i tuoi valori potrebbero essere diventati l'Autonomia, la Creatività o l'Equilibrio vita-lavoro.


Se i tuoi valori cambiano, è naturale che il lavoro scelto in precedenza non "calzi" più bene. 

Non è un errore di percorso: è la tua identità attuale che cerca di farsi spazio tra le aspettative del passato. 


Cambiare rotta senza perdersi

La crisi del quarto di secolo è spesso il momento in cui questa identità reale cerca di emergere da quella che ti è stata cucita addosso dagli altri o da chi eri prima. 

Il percorso terapeutico aiuta a fare chiarezza tra ciò che senti di "dover" essere e ciò che "vuoi" diventare, coltivando uno sguardo più gentile e meno giudicante verso i tuoi dubbi.


Non si tratta di buttare via tutto il passato, ma di capire come i tuoi valori attuali possano guidare le tue scelte future. La vita non è un binario rigido, ma un territorio da esplorare: concedersi il permesso di ricalibrare la rotta non è un fallimento, ma un atto di profondo rispetto verso la persona che stai diventando.


Se ti ritrovi in queste parole e senti che il peso di dover fare "la scelta perfetta" ti sta bloccando, sappi che non devi attraversare questo momento da solo/a. Scrivimi per richiedere informazioni o prenotare un primo colloquio.

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