MARGHERITA HASSAN

Non riesco più a capire mio figlio adolescente
Ti senti distante da tuo/a figlio/a, anche quando siete nella stessa stanza?
Parli con lui/lei, ma sembra che non ti ascolti.
Oppure risponde male, si chiude, evita il contatto.
E tu ti ritrovi spesso con la stessa sensazione:
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“Non lo/a riconosco più”
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“Non so più come parlargli”
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“Sto sbagliando qualcosa come genitore”
E dentro di te si attiva un mix difficile
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frustrazione
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senso di impotenza
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rabbia che poi lascia spazio al senso di colpa
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paura di perdere il legame con tuo figlio
E magari alterni due modalità:
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o cerchi di controllare di più
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oppure ti ritiri perché ti senti incapace
Quello che sta succedendo non è “un/a figlio/a difficile”
L’adolescenza cambia le regole della relazione.
Non è più il tempo dell’infanzia, in cui la vicinanza era naturale.
È una fase in cui:
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il bisogno di autonomia cresce
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la comunicazione si fa più indiretta
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il legame si trasforma, non si spezza
Ma questo cambiamento, per molti genitori, attiva qualcosa di molto profondo:
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la paura di non essere più importanti
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la sensazione di non contare più
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il timore di aver “perso il controllo”
E quando scatta questa paura…
La relazione si irrigidisce:
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ogni dialogo diventa un confronto
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ogni risposta brusca diventa un dolore personale
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ogni silenzio sembra un rifiuto
E tu inizi a sentirti sempre più lontana, anche se sei ancora lì, presente.
Non è un problema di “strategie educative”
Molti genitori provano a cercare:
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regole più rigide
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più controllo
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più comunicazione “giusta”
Ma spesso il nodo non è cosa dici.
È cosa succede dentro di te quando tuo figlio si allontana.
Il lavoro che possiamo fare insieme
Nel percorso, il focus non è “gestire l’adolescente”.
È cambiare la posizione interna del genitore:
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tollerare meglio la distanza senza viverla come perdita
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ridurre la reattività emotiva nei conflitti
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capire cosa si attiva dentro di te nelle dinamiche quotidiane
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ricostruire un contatto possibile, non forzato
Perché quando cambia il tuo modo di stare nella relazione…
cambia anche la relazione stessa.
Non perché tuo/a figlio/a diventa “più facile”.
Ma perché non si innesca più lo stesso circolo di tensione.
Non devi essere un genitore perfetto
L’adolescenza non chiede perfezione.
Chiede una presenza che sappia restare, anche quando è difficile.